Martedì 26 Settembre 2017

DISTURBI DI PERSONALITA’

CHE COS’E’ LA PERSONALITA’?

Personalità deriva dal latino “persona”, cioè maschera. Si tratta della maschera indossata dagli attori che, interpretando i loro personaggi in grandi anfiteatri e dovendo farsi sentire da tutto il pubblico, parlavano da una piccola apertura a imbuto attraverso (per) la quale potevano diffondere meglio il suono (sona) della propria voce. Etimologicamente dunque la personalità sarebbe un’amplificazione delle caratteristiche individuali del personaggio rappresentato dall’attore, in modo che il pubblico sapesse quali atteggiamenti e comportamenti aspettarsi da lui.

Con il tempo, il concetto di personalità ha perso la sua connotazione di apparenza per rappresentare non tanto la maschera, quanto la persona reale con le sue più profonde caratteristiche. In linea generale, oggi, con il termine personalità, si indica una modalità strutturata di pensiero, sentimento e comportamento che caratterizza il tipo di adattamento e lo stile di vita di un soggetto che risulta da fattori temperamentali, dello sviluppo e dell’esperienza sociale (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1992).

Il termine personalità è usato in psicologia, e anche nel linguaggio quotidiano, per indicare quell’insieme di caratteristiche che rende le persone l’una diversa dall’altra, ma anche che ci permette di riconoscerle per affinità. Tali caratteristiche, oltre a differire da un individuo all’altro, sono relativamente stabili: per esempio quando di una persona si dice che è timida, ci si aspetta che sia spesso, se non sempre, timida.

Alcuni tratti del nostro modo di pensare, di fare esperienza e di comportarci tendono a riproporsi e a rimanere relativamente stabili di fronte a stimoli diversi.

QUANDO SI PARLA DI DISTURBO DI PERSONALITA’?

Quando i tratti della personalità sono troppo rigidi e poco adattivi rispetto all’ambiente e alla cultura dell’individuo, al punto da compromettere seriamente la vita affettiva, sociale e lavorativa e da produrre, nel soggetto e in chi gli sta intorno, una grave sofferenza o un marcato disagio, le probabilità che si configuri un disturbo di personalità sono molte.

QUALI SONO I DISTURBI DI PERSONALITA’?

Le persone che hanno un disturbo di personalità seguono un modello di rappresentazione mentale, di comportamento e di esperienza interiore che devia decisamente rispetto alle norme della cultura di appartenenza. Si tratta quindi di un disturbo rigido, diffuso, su cui si è radicata la personalità dell’individuo e di conseguenza la sua organizzazione mentale e il suo equilibrio.

I disturbi di personalità sono raccolti nel DSM IV-TR (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) in tre gruppi:

Il gruppo A include i disturbi di personalità caratterizzati da un comportamento bizzarro: paranoide, schizoide e schizotipico.

Gli individui del gruppo A sono caratterizzati da pensieri e comportamenti inusuali e dall’incapacità di stabilire relazioni interpersonali soddisfacenti.

Il gruppo B include i disturbi di personalità caratterizzati da un’alta emotività: antisociale, borderline, istrionico e narcisistico.

Gli individui con questi disturbi appaiono spesso imprevedibili, inaffidabili, impulsivi.

Il gruppo C include i disturbi di personalità caratterizzati da una forte ansietà: evitante, dipendente e ossessivo-compulsivo.

I disturbi del cluster C sono caratterizzati da tratti associati all’ansia, che interferiscono con la capacità di lavorare o con quella di sviluppare relazioni intime.

DISTURBI DI PERSONALITA’ DEL GRUPPO A

DISTURBO PARANOIDE DI PERSONALITA’

Chi è affetto dal disturbo paranoide di personalità vive in un clima di continui sospetti e di sfiducia. Qualsiasi motivazione e azione altrui viene interpretata come minacciosa. La persona si sente in uno stato continuo di pericolo, si vede spesso vittima di un complotto e qualsiasi gesto o parola anche per lui banali per lui assumono il significato di una minaccia nascosta.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

La persona con disturbo paranoide di personalità presenta una tendenza pervasiva e immotivata (che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti) a interpretare le azioni delle persone come deliberatamente umilianti o minacciose, come indicato da almeno quattro dei seguenti elementi:

  • Sospetta, senza motivi sufficienti, di essere sfruttata o danneggiata dagli altri
  • E’ assillata da dubbi immotivati sulla lealtà o affidabilità di amici o colleghi
  • E’ riluttante a confidarsi con gli altri a causa di un timore ingiustificato che le informazioni possano essere usate contro di lei
  • Scorge significati nascosti umilianti o minacciosi in rimproveri o eventi benevoli
  • Porta continuo rancore cioè non perdona insulti o offese
  • Avverte degli attacchi alla propria fama o reputazione che non sono evidenti agli altri ed è pronta a reagire con rabbia o a contrattaccare
  • Dubita senza giustificazione della fedeltà del partner

DISTURBO SCHIZOIDE DI PERSONALITA’

I soggetti che vivono questo disturbo mostrano un’espressione dell’emozionalità estremamente limitata e un marcato distacco nelle relazioni sociali.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

La persona con disturbo schizoide di personalità presenta una modalità pervasiva di indifferenza per le relazioni sociali e una gamma ristretta di esperienze e di espressioni emotive (comparse entro la prima età adulta e presenti in una varietà di contesti) come indicato da almeno quattro dei seguenti elementi:

  • Non desidera né prova piacere nelle relazioni strette
  • Quasi sempre sceglie attività solitarie
  • Dimostra poco desiderio di avere esperienze sessuali con altre persone
  • Prova piacere in poche o nessuna attività
  • Non ha amici stretti o confidenti a parte i parenti
  • Appare indifferente alle lodi o alle critiche
  • Mostra freddezza emotiva, distacco o affettività appiattita

DISTURBO SCHIZOTIPICO DI PERSONALITA’

Le persone con disturbo schizotipico della personalità presentano un grave disagio relazionale accompagnato da un comportamento eccentrico e da distorsioni del pensiero e nella percezione. Tra i sintomi del DSM-IV-TR, descritti di seguito, si notano opinioni e credenze strani o condizionati da un pensiero di tipo magico, in aperto contrasto con le norme della cultura di appartenenza. Il soggetto potrebbe, per esempio, praticare riti esoterici, la chiaroveggenza, la telepatia e vivere così in un mondo di fantasia alquanto bizzarro. Spesso pensa di avere doti di percezioni insolite che gli fanno scambiare per reali le illusioni corporee.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

Il soggetto presenta una modalità pervasiva di relazioni interpersonali deficitarie e di peculiarità di ideazione, di aspetto e di comportamento (comparsa entro la prima età adulta e presente in una varietà di contesti) come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:

  • Idee diriferimento (esclusi i deliri)
  • Strane credenze e pensiero magico
  • Esperienze percettive insolite (per es., presenze, allucinazioni)
  • Nessun amico stretto o confidente a parte i parenti
  • Eccessiva ansia sociale
  • Pensiero e linguaggio strano (eloquio impoverito, vago)
  • Sospettosità o ideazione paranoide
  • Affettività inappropriata o coartata
  • Comportamento o aspetto strano o eccentrico o insolito

DISTURBI DI PERSONALITA’ DEL GRUPPO B

DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA’

Lo stile di vita del soggetto con disturbo antisociale di personalità è caratterizzato dall’intolleranza delle regole e dalla continua violazione dei diritti degli altri.

Secondo il DSM-IV-TR tale disturbo può essere diagnosticato a partire dai diciotto anni ma già da prima dei quindici anni la condotta deve apparire disturbata in almeno tre di questi aspetti: incapacità del soggetto di uniformarsi alle regole sociali e di comportarsi quindi in modo legale, comportamento basato sulla menzogna, falsità e attività truffaldine a danno di altri per scopi personali di profitto o di piacere, impulsività e incapacità progettuale, aggressività manifestata in scontri fisici, incuranza dell’altrui e propria sicurezza. Il soggetto appare irresponsabile e incapace di portare avanti un’attività lavorativa o di studio in modo continuativo o di far fronte a obblighi sociali, legali e finanziari. Egli maltratta e deruba gli altri con indifferenza senza mai provare alcun tipo di rimorso. Appare così privo di empatia.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

Il soggetto presenta quindi una modalità di condotta irresponsabile e antisociale dall’età di 15 anni, come indicato da almeno tre dei seguenti elementi:

  • Non riesce a conformarsi alle norme sociali per ciò che concerne il comportamento legale
  • Non ha rispetto della verità come indicato da ripetute menzogne uso di falsi nomi o truffe a danno di altri per profitto o piacere personale
  • Impulsività o incapacità di pianificazione
  • E’ irritabile e aggressivo come indicato da ripetuti scontri fisici
  • E’ negligente per quanto riguarda la sicurezza propria e degli altri
  • Costante irresponsabilità come indicato da una ripetuta incapacità di mantenere in modo continuativo un lavoro
  • Mancanza di rimorso come indicato dall’essere indifferente, o dal trovare giustificazioni per aver fatto del male, maltrattato o derubato qualcuno

DISTURBO ISTRIONICO DI PERSONALITA’

La persona con disturbo istrionico di personalità si distingue per la continua ricerca di attenzione e per l’esagerata emotività.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

Il soggetto presenta una modalità pervasiva di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione (che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti) come indicato da almeno quattro dei seguenti elementi:

  • E’ a disagio in situazioni nelle quali non è al centro dell’attenzione
  • L’interazione con gli altri è caratterizzata da un comportamento inappropriatamente seduttivo o provocante sul piano sessuale
  • Esprime le emozioni in modo rapidamente mutevole e superficiale
  • Utilizza l’aspetto fisico per attirare l’attenzione su di sé
  • Lo stile dell’eloquio è eccessivamente impressionistico e carente di dettagli
  • E’ teatrale, melodrammatico e mostra le emozioni in maniera esagerata
  • E’ suggestionabile, cioè facilmente influenzato dagli altri o dalle circostanze
  • Considera le situazioni più intime di quanto in realtà non siano

DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA’

In passato sono state formulate dai vari autori definizioni diverse del quadro borderline. Attualmente tale patologia è considerata un disturbo della personalità con caratteristiche proprie, nel quale predominano elementi di impulsività e instabilità. Questa instabilità si manifesta in ambito relazionale, umorale e nella percezione di sé.

Secondo il DSM-IV-TR il soggetto con disturbo borderline di personalità teme un abbandono reale o immaginario e per evitarlo compie tentativi di sperati. Le relazioni interpersonali sono caratterizzate da una profonda instabilità: esse appaiono intense e contraddistinte da momenti di idealizzazione e supervalutazione dell’altro, che tuttavia non sono duraturi ma spesso si trasformano nell’estremo opposto giungendo fino al disprezzo. Anche la percezione di sé appare instabile in quanto oscillante tra opposte e parziali identità. Il soggetto mostra impulsività in almeno due di questi campi: abuso di sostanze, tendenza ad abbuffarsi, guida spericolata, sessualità, aggressività e prodigalità che sfocia nello sperpero. Egli ha spesso atteggiamenti minacciosi e compie non di rado tentativi di suicidio, o di automutilazione. La sua instabilità affettiva lo porta ad alternare momenti di intensa disforia ad altri di tristezza, irritazione o ansia generalizzata.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

Il soggetto presenta una modalità pervasiva di instabilità dell’umore, delle relazioni interpersonali e dell’immagine di sé (comparsa entro la prima età adulta e presente in vari contesti) come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:

  • Tentativi esagitati di evitare un abbandono reale o immaginario
  • Relazioni interpersonali instabili e intense
  • Marcata e persistente instabilità dell’immagine e del senso di sé
  • Impulsività in almeno due aree potenzialmente dannose per la persona
  • Ricorrenti minacce o comportamenti suicidari
  • Instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore
  • Sentimenti cronici di vuoto e noia
  • Rabbia immotivata ed intensa o difficoltà di controllo della rabbia
  • Ideazione paranoide o gravi sintomi dissociativi transitori e legati a situazioni stressanti

DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’

Il quadro clinico del disturbo narcisistico di personalità è caratterizzato da una mancanza di sensibilità verso gli altri e da ostentazione di grandiosità e bisogno continuo di adulazione.

Il soggetto si sente superiore a tutti e per darsi importanza esagera e amplifica i propri comportamenti, le proprie capacità e i propri risultati. Fantastica spesso di diventare importante, di avere potere, un fascino illimitato, un enorme successo in tutti i campi e di trovare l’amore ideale. La sua richiesta di eccessiva ammirazione lo porta a svalutare gli altri.

Egli si sente speciale e ritiene di dover essere il solo a dover frequentare persone e ambienti elevati e degni di lui. Tutto gli è dovuto e gli altri devono inchinarsi davanti a lui, favorirlo in tutte le circostanze e soddisfare tempestivamente le sue aspettative. Non rispetta le persone, non ne avverte i bisogni né i sentimenti, ma le sfrutta per ottenere i propri scopi. Il suo comportamento è altezzoso e pieno di prosopopea. Si crede invidiato, ma in realtà è lui che invidia gli altri.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

Il soggetto presenta una modalità pervasiva di grandiosità, mancanza di empatia e necessità di ammirazione (che compare nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti) come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:

  • Ha un senso grandioso di importanza
  • Fantasie di successo, potere, fascino, bellezza ideale
  • Crede di essere speciale e unico e di poter essere capito da, o di potersi accompagnare con, altre persone speciali o appartenenti a classe sociale elevata
  • Richiesta ammirazione eccessiva
  • Ha la sensazione che tutto gli sia dovuto
  • Sfruttamento interpersonale, si serve degli altri per i propri scopi
  • Mancanza di empatia: è riluttante a riconoscere o immedesimarsi nei sentimenti degli altri
  • E’ spesso invidioso degli altri o ritiene che gli altri siano invidiosi di lui
  • Mostra un comportamento o un atteggiamento arrogante e superbo

DISTURBI DI PERSONALITA’ DEL GRUPPO C 

DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO DI PERSONALITA’

Il quadro clinico del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è caratterizzato da eccessive manifestazioni di controllo, perfezionismo e ordine.

Il soggetto nell’organizzazione di un’attività si perde in dettagli minuziosi, in regole e schemi perdendo di vista il fine prefisso. È talmente rigido che non riesce mai a completare un progetto perché il suo perfezionismo gli impedisce di proseguire il lavoro ma lo ingloba in ferrei standard. Egli ha scarse relazioni sociali e amicizie e non ha mai tempo per lo svago perché lo dedica tutto al lavoro e alla produttività. La persona accumula costantemente denaro per premunirsi da eventuali catastrofi e quindi spende con molta parsimonia e si mostra avaro. Il suo atteggiamento appare rigido e testardo. Tale disturbo appare più grave del semplice disturbo ossessivo-compulsivo in quanto maggiormente pervasivo e radicato rigidamente nell’organizzazione della personalità. Inoltre mentre nel disturbo ossessivo-compulsivo spesso è presente la consapevolezza dell’irrazionalità dei propri sintomi, in questo caso il soggetto può non riconoscere di essere disturbato, oppure limitarsi ad avvertire un disagio che tuttavia è incapace di simbolizzare.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

Il soggetto presenta una modalità pervasiva di preoccupazione per l’ordine, perfezionismo e controllo mentale e interpersonale, a spese di flessibilità, apertura ed efficienza (che inizia entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti) come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:

  • Eccessiva attenzione ai dettagli, regole, elenchi, ordine, organizzazione, schemi, fino al punto che lo scopo dell’attività va perduto
  • Perfezionismo che interferisce con l’espletamento di impegni
  • Eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività
  • Eccessiva coscienziosità, scrupolosità e inflessibilità in tema di moralità etica o valori (non giustificata da cultura o credo)
  • Incapacità di gettare oggetti consumati o di nessun valore anche quando non hanno nessun significato affettivo
  • Riluttanza a delegare gli impegni o a lavorare con altri a meno che essi si sottomettano incondizionatamente al proprio modo di fare le cose
  • E’ taccagno nelle spese, sia per sé che per gli altri; il denaro è considerato una cosa che deve essere accumulata, in caso di catastrofi future
  • Rigidità e ostinazione

DISTURBO DIPENDENTE DI PERSONALITA’

Una delle caratteristiche di questo disturbo è l’eccessivo bisogno di essere accudito che si esprime con un comportamento sottomesso e adesivo.

Il soggetto nel prendere le decisioni che riguardano la vita quotidiana ha enormi difficoltà e deve essere continuamente rassicurato e consigliato. Mostra sfiducia nelle proprie capacità anche di giudizio e pur essendo motivato e non privo di energia, non riesce a portare avanti un progetto autonomamente e a continuarlo. Il suo bisogno di supporto e accadimento da parte degli altri lo può spingere a compiere anche azioni sgradevoli pur di raggiungere questo scopo. Si sente indifeso e incapace di autogestirsi. Gli altri devono prendersi tutte le responsabilità e lui sente l’esigenza di essere continuamente guidato.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

Il soggetto presenta una modalità pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accudito, che determina un comportamento dipendente e sottomesso e timore della separazione (comparsa entro la prima età adulta e presente in vari contesti) come indicato da almeno cinque dei seguenti elementi:

  • E’ incapace di prendere decisioni quotidiane senza richiedere una eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni
  • Necessita che gli altri si assumano la responsabilità della maggior parte delle aree principali della sua vita
  • Trova difficile esprimere il suo disaccordo nei confronti degli altri poiché teme di perdere il sostegno o l’approvazione
  • Ha difficoltà nell’iniziare progetti o nel fare cose da solo
  • Ricorre a mezzi eccessivi per ottenere appoggio dagli altri
  • Si sente a disagio e indifeso quando è solo a causa di timori eccessivi di non essere in grado di prendersi cura di se stesso
  • Quando una relazione stretta finisce, cerca con urgenza una nuova relazione, come fonte di cura e di supporto
  • E’ assillato in modo non realistico da paure relative all’essere lasciato da solo a badare a se stesso

DISTURBO EVITANTE DI PERSONALITA’

Il quadro clinico che caratterizza tale disturbo è un’eccessiva ipersensibilità nei confronti delle critiche altrui e atteggiamenti inibitori che esprimono inadeguatezza.

Il soggetto ha difficoltà a stabilire una relazione intima con gli altri per paura di essere da essi deriso e umiliato. Teme fortemente le critiche soprattutto in situazioni di carattere sociale e si sente inibito nell’intraprendere relazioni interpersonali nuove in quanto teme di essere inadeguato. Evita di rischiare in prima persona o di intraprendere nuove attività perché ha paura di trovarsi in situazioni imbarazzanti. Anche nel lavoro rifiuta le attività che implicano un contatto interpersonale, perché è terrorizzato dall’idea di essere criticato o addirittura rifiutato.

CRITERI DIAGNOSTICI DEL DSM-IV-TR

Il soggetto presenta un quadro pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità al giudizio negativo (comparsa entro la prima età adulta e presente in vari contesti) come indicato da almeno quattro dei seguenti elementi:

  • Evita attività lavorative che implicano un significativo contatto interpersonale, poiché teme la critica, la disapprovazione e il rifiuto
  • E’ riluttante ad entrare in relazione con gli altri a meno che non sia certo di piacere
  • Riservato nelle relazioni intime per il timore di essere indotto alla vergogna odi essere schernito
  • E’ preoccupato di essere criticato o rifiutato nelle situazioni sociali
  • Inibito nelle nuove relazioni interpersonali a causa di sentimenti di inadeguatezza
  • Si considera socialmente inadatto, poco attraente come persona, o inferiore agli altri
  • E’ straordinariamente riluttante ad assumersi rischi o a iniziare nuove attività, poiché potrebbero risultare fonte di imbarazzo

La terapia dei disturbi di personalità consiste nella creazione di un orientamento costruttivo al problema

Risultato minimo accettabile: presa di coscienza del proprio disturbo (attribuzione interna del malessere)

Risultato discreto: presa di coscienza degli effetti sugli altri del proprio disturbo [teoria della mente] + capacità di autocontrollo nella maggior parte delle occasioni

Risultato notevole ma difficile da ottenere: apertura ad altri stili relazionali

 

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